
Non tutte le emittenti sono uguali, ma Pallotta da Boston fatica a distinguere le differenze. Se ne è augurato “la bancarotta” collettiva e certo non è stato elegantissimo, ma forse le conseguenze peggiori le ha avute lui stesso: le radio l’hanno vissuta come un’onta, hanno risposto al fuoco consapevoli che un’ orda di fedelissimi ne avrebbe sposato la causa. Inevitabile, se quella voce rappresenta per il tifoso il principale intrattenimento di pomeriggi e mattine passati in coda sul Raccordo Anulare. Ma pure i calciatori ne accusano la forza, se un totem come De Rossi ebbe a occuparsene parlando di «maiali col microfono» . Al nord, da Milano a Torino passando per Genova, la radio è un accessorio che poco ha a che fare col tifo. Lì gli influencer del tifo vanno in video sulle tv locali, da Telelombardia a 7 Gold e Odeon. Solo a Firenze il fenomeno radiofonico ricorda per diffusione quello romano. È antico, e oggi che la mitica Radio Blu è in crisi altre – Radio Bruno, Radio Toscana, Lady Radio, Radio Fiesole hanno riempito il palinsesto: 270mila fiorentini sono quotidianamente incollati alla radio per sentir parlare di Pioli, di Chiesa e dire animatamente la loro. A Napoli almeno tre voci riempiono gli Fm: in ogni bar le casse diffondono la voce di Radio Kiss Kiss, Radio Marte o Radio Crc. Le prime due sempre “morbide” con la squadra, solo l’ultima fa spesso saltare i nervi a De Laurentiis dando voce a procuratori intenti a chiedere nuovi contratti, più soldi o la cessione del calciatore che assistono. Scossette telluriche che intrattengono per un pomeriggio negozianti e clienti, ma con poche conseguenze su Mertens e soci. Come a Bologna, dove sono rimaste un paio di emittenti – Radio Bologna 1 e Radio Nettuno, la radio ufficiale – a chiacchierare della squadra di Donadoni. Mica come quando Radio International faceva imbufalire i presidenti rossoblù e poi li accoglieva come ospiti per sancire la pace da pari a pari. Il mondo va avanti. Ma mentre la Juve ispira una serie su Netflix, Pallotta e Lotito hanno dotato le loro società di una loro radio ufficiale. E Roma fischietta irriverente “Pallotta killed the radio stars“.










