
Non che il Chievo abbia regalato nulla alla Roma, anzi, ma alla fine ha prevalso la voglia di De Rossi & Co., che per 45’ hanno rischiato di buttare all’aria le due imprese contro Milan e Juventus. Senza Nainggolan, acciaccato e risparmiato da Spalletti per oltre un’ora, è mancato il cambio di ritmo negli ultimi metri, mentre Manolas, Fazio e Rudiger hanno sofferto ben oltre le attese sugli affondi in velocità dei veronesi. Sorrentino ha tolto dall’angolino il primo pallone calciato da Salah, gli uomini di Maran hanno invece finalizzato non appena messo piede in area con Castro. Roma brava a trovare subito il pareggio con El Shaarawy, al terzo gol di fila nelle ultime tre partite. Ma alla squadra di Spalletti, si sa, le cose semplici non piacciono, così invece di mettere la freccia ha concesso al Chievo di tornare avanti. Imbarazzante la fase difensiva dei giallorossi nell’azione che ha portato al gol di Inglese: chiusure in ritardo, piazzamenti e marcature sbagliate. A quel punto ci ha pensato Salah a mandare la Roma all’intervallo sul pareggio per poi chiudere la pratica nella ripresa.
El Shaarawy, l’uomo Champions di questo finale di stagione, ha avviato la festa, completata dall’egiziano «originale» e da Dzeko. Per il bomber bosniaco fanno 28 gol in campionato, quanti nessuno ne ha mai segnati nella storia romanista. Eguagliato anche il primato di 38 reti stagionali, il trono italiano dei bomber è vicino. Mentre Totti entrava per l’ovazione finale, Inglese (in fuorigioco) ha dato il terzo dispiacere a Szczesny. Ininfluente a quel punto e la Roma si è potuta liberare da tutte le tensioni con la vittoria numero 27 in campionato, la 7ª di fila in trasferta: è record assoluto, mentre per battere quello dei punti (85 con Garcia) servirà un successo all’ultimo turno con il Genoa. Altra nota statistica: i giallorossi tornano a segnare 5 gol lontano dall’Olimpico dopo 22anni, l’ultima volta c’erano riusciti in casa della Cremonese (1-5) nel 1995. Numeri da scudetto che solo una Juventus stratosferica impedisce di vincere. Ora lo sforzo finale, prima di chiarire tutti i nodi, a cominciare da Spalletti, e ripartire possibilmente con qualche certezza in più. Tocca al nuovo ds Monchi trovare il sistema per sferzare l’attacco finale al potere bianconero. In fondo, non manca moltissimo.










