
Rimasta sola, senza i numeri per andare avanti, ha dovuto chiudere i lavori anzitempo. «E le è andata bene così. Lei non ha avuto rispetto per il suo gruppo e quello che le è successo stamattina (ieri, OES) è il minimo», si sfoga una delle colleghe. La diretta interessata, raggiunta al telefono, invece preferisce non rispondere: «No, non parlo». Meglio incassare il colpo e provare a tirare avanti nella speranza che il processo politico a cui sarà sottoposta non abbia esiti tanto nefasti quanti le promesse. Su WhatsApp e Telegram è stata chiesta una verifica, una riunione di maggioranza per affrontare il caso Guerrini. In tanti sono pronti a «non rivolgerle più la parola». Altri, sebbene infastiditi, sperano invece in un passo indietro dei big del Movimento e nel perdono della consigliera per preservare la stabilità di una maggioranza ora scricchiolante. Senza Grancio e Guerrini, il gruppo M5S scenderebbe da quota 29 a 27. Così anche un semplice raffreddore metterebbe a rischio la stabilità della ciurma pentastellata.
Un problema che, almeno per ora, non riguarda più lo stadio della Roma. Dopo il via libera dell’aula Giulio Cesare, come preannunciato, è arrivata anche l’archiviazione sul vincolo dell’Ippodromo di Tor di Valle a firma della Commissione regionale del Mibact per la tutela del patrimonio culturale del Lazio. La tutela è stata annullata per i «profili di illegittimità rilevati» nello «strumento normativo prescelto per l’apposizione del vincolo» e per la «contraddittorietà delle decisioni assunte nel tempo dall’amministrazione». As Roma ed Eurnova allora adesso possono guardare alla Regione. Ieri, assieme alla delibera votata mercoledì in Assemblea capitolina, ai tecnici della Pisana sono arrivate le osservazioni dei proponenti. E c’è attesa per il 26 giugno, quel giorno il decreto che modifica l’iter della conferenza dei servizi per gli stadi dovrebbe essere convertito in legge. Eliminerebbe il passaggio sulla variante al prg, novità non da poco per chi tifa per il nuovo stadio.










