
Questo tra parentesi giustifica anche le spese del Milan. Puoi avere i soldi che vuoi, ma giocatori che diano al volo la differenza non ci sono. La Juventus ha fatto la sua partita, quasi si poteva non vederla e sapere già come sarebbe andata, nel gioco e nel risultato. La diversità della Juve sta nel peso che porta, ha tanta massa, che nell’universo significa energia, forza pura. Le manca brillantezza, è il risultato di avere grandi individualità europee. I singoli difficilmente si trovano fra loro, non sarebbero più singoli. Ma la somma degli addendi finisce per dare una squadra difficilmente battibile. L’altra sorpresa è la facilità con cui Juve e Roma hanno superato gli ostacoli. Questo conferma la flessibilità del nostro movimento, la differenza che sempre più esiste tra il calcio complessivo (cioè federazione) e Lega, cioè l’insieme delle singole società professionistiche, quelle che davvero pagano l’intero movimento. In questa zona il calcio italiano esiste, è anzi quasi alla pari con il meglio. Quando si capirà questa differenza si comincerà davvero a rifondare. Il presidente federale conta poco, contano la voglia e la capacità delle società di mettere soldi nella loro impresa. I dilettanti facciano i dilettanti, siano felici di giocare, senza condizionare i professionisti. Non esiste in nessun altro campo.










