
E, anche Luca Montuori, l’assessore all’Urbanistica, a RadioRadio, interviene: «Quella telefonata famosa non l’ho ricevuta io. Noi abbiamo fatto un grande lavoro, se a questo progetto si aggiunge un ponte magicamente con un colpo di telefono ne prendiamo atto ma ne parleremo con qualcosa di più concreto in mano e non facendo riferimento solo a una telefonata. C’erano funzionari statali e non ci stava nessuna impasse alla quale qualcuno ha posto fine. Chi c’era non era andato lì così, i tecnici del Comune non avevano bisogno di aiutini». Poi, un barlume di chiarezza: «Se il Ponte di Traiano fosse necessario non ci sarebbero stati 4 pareri positivi, e qualcuno dovrebbe prendere la responsabilità di chiudere negativamente questa conferenza». Pareri che, leggendoli, lasciano aperti inquietanti interrogativi. Basti quello reso da Roma Servizi Mobilità, la stessa che ha fornito i dati di partenza su cui sono basate le simulazioni sul traffico presentate in quest’ultima versione del progetto. Nel parere di Roma Servizi Mobilità si scrive che si usa lo stesso software in possesso dei proponenti e che sono stati inseriti gli stessi dati di partenza con le stesse due identiche simulazioni sul traffico (mattina presto di un giorno feriale in ingresso allo Stadio e l’ora antecedente l’inizio di una partita sempre in ingresso allo Stadio). La strana coincidenza è che dati di partenza uguali, stesso software, identici scenari abbiano finito per dare un risultato uguale a quello dei proponenti. Insomma, tanto fragore di unghie sul vetro. La rete, intanto è impazzita. Tanti esultano: chi posta la foto dell’ex assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, truccata e con la frase «l’ho presa sui denti», a citare la sua esclamazione che più di tutte lo pose in aperto contrasto con la sponda giallorossa della città, chi semplicemente festeggia, chi attacca certa stampa romana ironizzando su problemi digestivi, fegati grossi e notti insonni. Tanti altri, però, attaccano a testa bassa la Raggi per la sequenza di decisioni che hanno portato lo Stato a dover intervenire e chi attacca lo stesso Governo.
Anche la politica si muove: l’ex sindaco, Ignazio Marino, su Facebook: «I tifosi non avranno la nuova metropolitana né il nuovo ponte pagati dai costruttori privati. La metro non ci sarà proprio. Il ponte forse sì, ma invece che i costruttori dello Stadio, lo pagheranno i cittadini italiani con i soldi pubblici dello Stato». Anche l’ex assessore all’Urbanistica della Giunta Marino, Giovanni Caudo, il papà della vecchia delibera sul pubblico interesse allo Stadio della Roma, non ci sta. E scrive una lettera al sindaco, Virginia Raggi, e al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: il «Ponte di Traiano era previsto» dalla pretendete delibera senza oneri per le casse pubbliche. Poi, il j’accuse: «Il contributo economico pubblico che si sta configurando è conseguenza della modifica al progetto richiesta dal Comune di Roma», insomma dalla decisione della Raggi di rivedere le opere pubbliche, e che questo «contributo pubblico contraddice di fatto, nonostante le soluzioni formali che si stanno predisponendo» la legge stadi che prescriveva che gli interventi fossero senza oneri per lo Stato. Insomma, le polemiche non mancheranno di certo.










