
«Ho la piacevole visione – conferma Ranieri – che tutti vogliano giocare e vogliano esserci in questo momento di difficoltà. Finalmente ho rivisto lo spogliatoio pieno e i calciatori propositivi». Manolas è uno di quelli a cui basta un allenamento in gruppo per dirsi pronto, ma i calcoli poi li fa chi decide, tenendo conto non solo della stretta attualità: «Ho diversi giocatori che stanno rientrando, ma non sono al 100% e non posso mettere insieme tutti gli infortunati. De Rossi e Kolarov sono due pezzi da novanta, sarebbe una grossa gioia ritrovarli. Kostas mi ha già detto che vuole giocare, ma devo valutare bene tutto. Non ci sarebbero problemi per Fazio e Marcano. Da chi gioca nella Roma mi aspetto sempre cose importanti». È qualcosa in più da Olsen, criticato qui e in patria, ma comunque stimato da Ranieri, che non ha dubbi tra lui e Mirante: «Non è in discussione la sua titolarità, Robin ha la mia fiducia».
Oltre al compito di rendere meno brutta la statistica secondo cui la squadra giallorossa è quella che in Serie A ha mantenuto meno volte di tutte, appena una, la porta inviolata nelle gare casalinghe. Non dovrebbe essere un’eccezione, ma una regola non prendere gol per una candidata alla Champions: «Credo che questa squadra abbia le potenzialità per stare tra le prime quattro. Davanti e dietro spingono forte, quindi mi auguro che i miei giocatori reagiscano forte alle avversità. Io sapevo dove arrivavo, sapevo che era una situazione eccezionale e spero si possano cogliere i frutti del mio lavoro».
Ranieri si è ritrovato a gestire uno «scazzo», come dice lui, tra Dzeko ed El Shaarawy e l’ha ridimensionato: «Avviene in ogni famiglia, ora è tutto a posto. Stephan l’ho sostituito per una questione tattica: non faceva le cose che gli chiedevo e ho inserito Perotti». Cambio che confermerà dal 1’ domani, chiedendo uno sforzo difensivo all’argentino: «Il Napoli con Ancelotti è più verticale e va subito al dunque. Dobbiamo essere molto attenti». E rispondere sul campo.










