
Poco importa che giostrasse come mediano, vicino a Cristante, in un ruolo a lui poco consono (per ora). L’importante era rompere il ghiaccio, dopo tre panchine in campionato (la prima addirittura lo scorso anno) e i tre minuti nell’amichevole contro la Chapecoense nel settembre 2017. Anche perché se i colpi li hai, arrivano di conseguenza. E quella parabola disegnata di prima – che per poco non s’è trasformata nel 5-0 – non è venuta per caso. Altre occasioni non mancheranno. Perché Riccardi non è una delle tante meteore che si affacciano nel grande calcio e poi spariscono. Alessio è un predestinato. Lo sa il ct Mancini che nei giorni scorsi ne ha parlato addirittura in ottica Qatar 2022. Ne è consapevole anche la Roma che dopo aver rifiutato 5 milioni dal Sassuolo la scorsa estate, nei prossimi giorni gli farà firmare un triennale (massimo consentito per i minorenni).
IL RAGAZZO DELLA MAGLIANA Come la Roma americana, anche Riccardi è alla ricerca del primo trofeo nella sua giovane carriera. Ha perso le finali con l’Under 15, con l’Under 17 A e B e la finale di Supercoppa Italiana contro l’Inter. In Nazionale Under 17 ha incantato all’Europeo di categoria (segnando due gol splendidi in semifinale e finale), ma anche in quel caso è poi arrivata la cocente delusione della finale persa ai rigori contro l’Olanda. A Trigoria è di casa dalla stagione 2009-10, scovato da Bruno Conti quando giocava nella Lazio Calcio a 5. Inutile girarci intorno: con tutte le cautele del caso, Alessio – destro naturale capace di utilizzare piuttosto bene anche il sinistro – è il futuro. Più prossimo di quanto si può pensare. Romano della Magliana, romanista, non può non avere come idolo Francesco Totti. E non è un caso che in Primavera, dove gioca dallo scorso anno sotto età, indossi la maglia numero 10.










