
IL FEELING CON MONCHI – L’aver sottolineato più volte “l’ultima di Totti da calciatore della Roma” non è stato casuale. Questo perché Francesco, ufficialmente, non ha ancora deciso (o meglio, comunicato) se attaccare davvero gli scarpini al chiodo. Ecco perché dovrebbe essere l’ultima da romanista, ma non l’ultima da calciatore. A chi, ieri mattina, gliene chiedeva conto, il Capitano ha replicato con un «Non lo so…» frettoloso. Poi, in serata, una caldeggiata aggiunta via twitter. «Era una battuta, ora penso solo alla Juve, la Roma viene prima di tutto, il resto verrà dopo e avremo tempo per parlarne». La scelta definitiva non l’ha ancora fatta. O meglio, ancora non l’ha comunicata pubblicamente. Complicato pensare, ad esempio, che il ds Monchi, con il quale Totti ha già parlato (anche fuori Trigoria) e parla a ritmo quasi quotidiano, non sappia nulla; così come è difficile pensarlo in riferimento al dg Baldissoni, con il quale Francesco, ad esempio, è stato l’intera mattinata di ieri, viaggio in auto da Trigoria a Palazzo Chigi e ritorno compreso.
RUOLO DA DEFINIRE – La Roma, al di là di tutto, va avanti secondo contratti e firme: per il club di Pallotta il 28 maggio si chiuderà la carriera del calciatore Francesco Totti. Poi, a partire dal primo luglio, sarà in essere il contratto di sei anni da dirigente. Che il Capitano potrebbe stracciare nel caso continuasse a giocare, lontano dalla Capitale. Le probabilità che questo accada ci sono, ma – per ora – sembrano poche, pochissime. È più credibile, se mai, ipotizzare che Francesco abbia già deciso di accettare l’offerta di collaborazione che gli è arrivata da Monchi, con l’assicurazione che sarà un ruolo operativo e non di facciata. Al di là del nome del prossimo allenatore della Roma, a patto – per lui – che non sia Spalletti.










