
IL PRECEDENTE – E’ un appello al club, già sensibile alla materia quando i proprietari erano i Sensi: il difensore brasiliano Aldair, dopo 13 anni di militanza e di amore, vide rinchiusa la sua maglia numero 6 in una teca esposta nell’atrio di Trigoria fino a quando, nel 2013, gli venne chiesto di rinunciare all’onore per affidarne l’eredità al nuovo acquisto Strootman (ieri confermata la squalifica: salterà Milan e Juventus). «Ma con me la nuova società fu molto corretta – ricorda oggi Aldair – mi chiesero un parere e io dissi di sì, che era giusto. Penso che sia bello lasciare anche ai giovani calciatori il sogno di indossare il numero che è stato di un campione importante per il club. Tanto più se si tratta di un numero 10, che nella storia è sempre stato portato dai fuoriclasse. Però certo, il caso di Francesco è diverso. Totti è una leggenda della Roma e può essere considerato un caso a parte». Aldair non si pronuncia sul pensionamento anticipato (da un anno in verità) dai dirigenti e confermato due giorni fa da Monchi. Preferisce anzi, con un sorriso, rimanere in posizione di attesa: «Aspetterei prima di dare per scontato il finale di questa storia. Finché Francesco non dice la sua, tutto può essere. Magari vuole continuare a giocare. Non nella Roma».
LEGGENDA – Qualunque sia la scelta di Totti, che dopo una carriera intera vissuta a Trigoria ha diritto a scegliere il ruolo in cui cimentarsi, la maglia numero 10 potrebbe diventare persino un fenomenale veicolo commerciale. Immaginiamola dentro a una cornice nel museo della Roma, a Trigoria o magari nel futuro stadio: diventerebbe meta di pellegrinaggio di tifosi di tutto il mondo. Già adesso non è infrequente vedere fuori dalle mura del centro Bernardini gruppetti di curiosi con gli occhi a mandorla, arrivati da Cina o Giappone con due gadget giallorossi addosso soltanto per poter scattare una foto con l’icona Totti.
OPINIONE – Chiaro però: prima di rendere omaggio al campione e alla bandiera, che il 28 maggio contro il Genoa giocherà la sua ultima partita con la Roma, bisognerà consultare il diretto interessato che, per generosità di carattere e attenzione naturale ai giovani, in una dichiarazione scritta sul suo blog nel 2013 spiegò: «L’augurio più grande che posso fare a tutti i ragazzi e ai calciatori che avranno l’opportunità di indossare la maglia numero 10 della Roma è di scambiarla un giorno con un grande campione come Messi. Tutti devono avere questa possibilità. La maglia numero dieci è la mia seconda pelle, ma tutti dovranno avere la possibilità di cullare quel sogno, di indossarla e soprattutto di onorarla e portarla fino a raggiungere i migliori traguardi sportivi». Ma chissà: se la Roma gli proponesse davvero di ritirare la maglia come riconoscimento a una storia ineguagliabile, adesso potrebbe cambiare idea.










