
Magari nello spogliatoio la questione del modulo resta un elemento di confronto, ma la spiegazione dell’allenatore pare dire nitidamente che indietro non si tornerà più: nelle ultime 4 giornate di campionato ma pure nella semifinale di ritorno di Champions contro Salah, che la Lazio ha invitato ad allenarsi a Formello, quasi a voler “vendicare” l’ospitalità a Trigoria che la Roma offrì alla Juve prima della Supercoppa del 2013 contro i biancocelesti. Il primo avversario della Roma, stasera all’Olimpico, più che il Chievo di Maran sarà la testa. Troppo spesso, in questa stagione, l’attesa di una grande sfida ha tradito i giallorossi. Che prima di Chelsea- Roma persero in casa col Napoli passando una lunga fetta di partita senza quasi giocarla.
E pure prima dell’attesissima doppia sfida col Barça, steccarono due volte: pareggiando a Bologna prima dell’andata al Camp Nou e soprattutto crollando all’Olimpico contro la Fiorentina prima di quella notte trionfale contro Messi. « In certe situazioni viene meno la determinazione – ammette Di Francesco – e nella crescita della squadra dobbiamo imparare a trattare tutte le partite allo stesso modo. Ora c’è il Chievo e non si potrà più sbagliare». Perché per ripetere anche il prossimo anno la cavalcata in Champions, bisognerà mettersi dietro almeno una tra Inter e Lazio, ma in casa la squadra ha subito il doppio dei gol presi fuori, 18 contro 9, e fatto 6 punti in meno. Ieri al Viminale il ministero, la polizia, Roma, Liverpool e Uefa hanno discusso il piano sicurezza verso mercoledì. Lunedì si rivedranno, per i dettagli, tra cui il divieto di vendita degli alcolici per tre giorni in città. Effetti del caso Cox, il tifoso dei Reds in coma dopo l’aggressione che ha portato all’arresto di due romanisti in Inghilterra










