
Non è esclusa una contestazione contro il presidente Pallotta. Ieri, all’esterno del centro Fulvio Bernardini di Trigoria, sono stati esposti alcuni striscioni polemici nei confronti della società: «La Roma non è un gioco» e «Basta illusioni, compra i campioni». Il font usato per la scrittura è quello di alcuni gruppi della curva Sud. I risultati e le voci di mercato hanno appesantito l’aria. La vittoria contro la Samp diventa, a questo punto, obbligatoria. È la terza partita nel giro di otto giorni e Di Francesco deve fare i conti con la fatica e con gli acciacchi di parecchi giocatori. Per fortuna nell’ultimo allenamento sono rientrati in gruppo El Shaarawy (il più avanti), De Rossi e Perotti, che dovrebbero andare almeno in panchina. Niente da fare per Gonalons. L’allenatore ha ripetuto di avere «totale libertà di scelta, nonostante le trattative in corso che conoscete benissimo, anche meglio di me. Ho a disposizione sia Dzeko che Emerson e li farò giocare se lo riterrò necessario». Tutto dipende in realtà dal Chelsea: stringerà definitivamente oppure no per il centravanti bosniaco?
Una maglia sembra sicura per Schick, ma con entusiasmo ai minimi da parte dell’allenatore: «Chi mi convince di più tra Cengiz Under, Deferl e Schick? Se devo guardare il momento attuale nessuno dei tre. Forse più Schick, che si è allenato con più continuità in questo periodo. L’importante è che, chiunque vada in campo, sia più concreto: Cosa ci manca? Il gol, scritto grande grande. È un problema che ci portiamo dietro da tempo. È il momento giusto per segnare di più». La Roma ha segnato più di un gol solo in 10 delle 28 partite disputate tra campionato, Champions e Coppa Italia. Nelle ultime 12 partite è successo una volta sola. Era il 1 dicembre: 3-1 contro la Spal rimasta in dieci dopo 11’ per l’espulsione di Felipe.










