
MENTALITÀ – In zona mista il centrocampista si è innervosito sulle domande che volevano un voto alla sua prova: «Non posso dirvi se ho giocato bene o male. Non è una domanda da fare: ditemelo voi qui. È una cosa mentale quella che ci sta accadendo. Dobbiamo guardarci allo specchio, ripartire con tranquillità tutti insieme, come una vera squadra dal carattere e dalla mentalità giusta».
NERVI TESI – Eppure Strootman è il primo a sapere di non essere in uno straordinario momento di forma. E, davanti alle telecamere, fa una forte autocritica, unico tra i giocatori a parlare dopo il 90’. Il più lucido, nonostante il nervosismo, come dimostra la discussione all’intervallo tra Manolas e Florenzi: «Non chiedi mai scusa quando sbagli», l’accusa del greco. Nervi a fior di pelle e neanche Strootman sa dire perché: «Ci siamo tutti esaltati tutti dopo il derby e dopo il primo posto nel girone di Champions. Dobbiamo tutti prenderci delle responsabilità, io per primo devo migliorare perché così non posso aiutare i miei compagni». La soluzione è la stessa di Di Francesco: lavorare e chiarirsi. Strootman attacca: «Ma pensate che già non lo facciamo? Siamo tutto il giorno a Trigoria, si lavora dentro e fuori dal campo, anche se oggi tutti dicono che non facciamo un c…».










