
IL CAMBIO – Contro l’Empoli, dunque, Luciano Spalletti (ieri sera sarebbe dovuto essere alla presentazione del film «Ovunque tu sarai») sarà costretto a un cambio obbligato in regia, riconsegnando le chiavi del centrocampo giallorosso a Leandro Paredes. Tra l’altro, per l’argentino sarà una partita tutta particolare, visto che ritrova proprio la squadra che l’ha valorizzato la scorsa stagione ed un tecnico, Martusciello, che lo riempiva di consigli, da vice di Giampaolo. Una cambio in cabina di regia a cui il tecnico giallorosso magari aveva anche già pensato, ma che ora si trova obbligato a fare. Certo, a posteriori e sapendo la situazione, magari Strootman non sarebbe andato a caccia di quell’ammonizione nel finale di Roma-Sassuolo che gli permetterà di «scaricare» la squalifica proprio sabato sera. E proprio Strootman è stato uno dei primi a parlare dell’infortunio di De Rossi, subito dopo la fine di Olanda-Italia. «Quando Daniele è uscito pensavo che avesse preso una botta sul piede e che non volesse rischiare – ha detto l’olandese – Ci ho parlato dopo l’intervallo, stava male. è una botta, spero che non sia nulla di grave e che torni presto in campo. Il derby? Daniele lo giocherà sicuramente».
PROVA DI MATURITÀ – Già, il derby. L’obiettivo di De Rossi è ovviamente giocare quella partita lì e anche la Roma farà di tutto per rimetterlo in piedi, almeno da renderlo disponibile, poi deciderà Spalletti se e come eventualmente utilizzarlo. Di certo c’è che De Rossi se ha fissato una data di rientro, è proprio quella di martedì prossimo. Nel frattempo, appunto, toccherà a Paredes. Rispetto a De Rossi è un regista meno difensivo e meno completo, forse più bravo nella gestione del pallone ma ancora non in grado di dare alla squadra l’equilibrio che invece le garantisce il centrocampista azzurro. Finora l’argentino è sempre stato il primo cambio nel centrocampo giallorosso (per lui 35 partite e 3 gol stagionali) e l’alter ego dello stesso De Rossi. Se poi l’azzurro non dovesse farcela neanche per la semifinale con la Lazio, allora per Leo si spalancherebbero le porte di una prova decisiva, soprattutto sotto il profilo della maturità. Del resto, gli restano grossomodo due mesi per convincere la Roma a puntare su di lui. In caso contrario, le vie del mercato sono sempre infinite.










