
GIORNI DI GLORIA – L’accelerazione di El Shaarawy, tra l’altro, c’è stata proprio nell’ultimo mese e mezzo. Dal 28 ottobre, infatti, il giallorosso ha segnato 4 reti importanti, quelle con Bologna (1-0), Genoa (1-1) e la straordinaria doppietta con cui la Roma ha umiliato il Chelsea con un 3-0 che è entrato nella storia del club. Che la vena del Faraone sia al livello dei giorni migliori, comunque, lo certifica anche altro. Ora Stephan, all’occorrenza, è pronto a giocare senza problemi anche sulla fascia destra, collocazione che predilige assai meno rispetto all’amata corsia sinistra, quella – per intenderci – su cui dovrebbe giocare oggi. Certo, anche l’anno scorso sia lui che Perotti hanno accettato qualche volta di traslocare, ma si vede che con Di Francesco entrambi paiono avere una disponibilità diversa al sacrificio, anche perché il turnover massiccio che il tecnico abruzzese porta avanti partita dopo partita, fa capire a tutti che, anche in caso di giornata di luna storta, non è detto che si sparisca dalle rotazioni a tempo indeterminato.
OBIETTIVO AZZURRO – Ma El Shaarawy, oltre che per vincere qualche trofeo, corre anche per altro. Nel clima di rifondazione che sta vivendo la Nazionale italiana dopo il fallimento rappresentato dall’estromissione dal Mondiale russo, anche col prossimo c.t. l’attaccante vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista. D’altronde, a 25 anni appena compiuti, ora il Faraone è un uomo a caccia di futuro. Ed uno spicchio, probabilmente, c’è da sbucciarlo e assaggiarlo anche oggi in quel di Verona. Ovviamente, si spera anche che abbia un buon sapore.










