
L’esempio più simile però è quello di Mahrez, il mancino che a Leicester trasformò in un laterale implacabile anche sotto porta e che fece innamorare mezzo mondo, tra cui Monchi e Di Francesco che l’avrebbero voluto per la loro prima stagione con la Roma. Oggi – a meno che il doloretto al polpaccio non suggerisca prudenza – a destra nella linea di centrocampo giocherà Zaniolo, mancino come Mahrez. E quello soltanto: ha caratteristiche diverse, fisico diverso. Ma qualità e un tiro da sfruttare per poter fare la differenza sulla fascia. L’operazione rilancio per il fantasista che non segna da più di un mese, Roma-Porto del 12 febbraio, e che in trasferta ha inciso con assist, sì, ma ancora aspetta ancora il primo gol.
Quelli, a dire il vero, Ranieri se li aspetta da Dzeko e Schick, che proprio a Ferrara segnò la prima volta in campionato con la Roma. Il tecnico ha scelto: li vede insieme e insieme giocheranno, per attuare quell’idea di attacco bicefalo che l’allenatore ha in testa da prima ancora di firmare. I due sono legati da un grande rapporto di amicizia, dopo la rete decisiva all’Empoli Dzeko è stato il primo a fare i complimenti a Schick. Che si è sempre chiesto che senso avesse dover rinunciare a giocare con l’amico. Non può far altro che dimostrare quanto fosse sbagliato.










