
GRUPPO DA DIFENDERE – L’Inter e anche il Milan contano di scegliere i rinforzi proprio a Trigoria per tentare di risalire la classifica dopo il flop delle ultime stagioni. I giocatori finiti nella lista della spesa rappresentano più del 90 per cento dei titolari: Ruediger, Manolas, Emerson, Nainggolan, Paredes, Strootman e Dzeko. Se a loro aggiungiamo Szczesny che, essendo qui in prestito, si prepara a tornare all’Arsenal, De Rossi che, essendo in scadenza di contratto, attende sempre di firmare il nuovo rinnovo e Salah che, ormai da qualche settimana, è in contatto con il Liverpool, la situazione sembrerebbe allarmante. Monchi, appena si è insediato, ha dato garanzie su De Rossi, ma al tempo stesso ha chiarito che non esistono incedibili. Da qui a dire che, però, la fuga sarà dimassa, appare come una forzatura. Non ce ne sarebbe il motivo e tantomeno l’urgenza. La Roma, pronta a tornare dopo 2 anni in Champions dalla porta principale e a ricevere gli introiti che sono mancati quest’anno (nell’ultima stagione di Garcia, con la qualificazione agli ottavi, entrarono nel forziere giallorosso 77 milioni), non ha la necessità di vendere per far cassa e programmare la nuova stagione agonistica. Almeno un titolare, già prima del 30 giugno, partirà per rispettare i paletti del Financial Fair Play. Manolas, da tempo, è indicato come il giocatore da sacrificare. Ma non è ancora detto che tocchi proprio a lui. Ultimamente è Ruediger il difensore più richiesto.
SITUAZIONE DA MONITORARE – Più che la curiosità per il piano di Spalletti, promesso nerazzurro e possibile cavallo di Troia, a tenere banco è la strategia della Roma. Che, in attesa di ufficializzare il nuovo tecnico, deve piazzare i primi paletti per la stagione che verrà: sono i contratti di De Rossi e Strootman. Monchi dà per scontato il primo, ma sta lavorando anche sul secondo. Quello di Nainggolan è, invece, in stand by. Se alla società giallorossa arrivasse l’offerta shock, non è da escludere la cessione del centrocampista, anche considerando i suoi 29 anni. La Roma non ha fretta per l’allenatore. Dovrebbe, però accelerare almeno con qualche posizione in bilico: De Rossi e Strootman, appunto. Anche perché nello spogliatoio qualche domanda i giocatori se la cominciano a fare. Vorrebbero conoscere chi li guiderà l’anno prossimo e magari, senza ancora saperlo, sono loro a tirarla per le lunghe.










