
SVOLGIMENTO DA CAMBIARE – Non bisogna guardare avanti, ma nemmeno dietro. Perché questa sfida, nonostante il Torino si presenti in emergenza e con il peso di 2 ko di fila, sarà sicuramente differente da quella contro il Napoli. Mazzarri non osa come Sarri e quindi le ripartenze non le lascerà alla Roma, brava a sfruttarle nell’ultima trasferta, e se le terrà per i suoi interpreti. Di Francesco lo sa, essendosi già scottato in passato contro il collega, e non vuole farsi trovare impreparato. Stasera i giallorossi saranno chiamati a fare la partita e non ad aspettare come è successo 6 giorni fa. Con ritmo, attenzione, compattezza e organizzazione. Che mancarono all’Olimpico nell’ultima partita persa contro il Milan. Tra l’altro, pur insistendo sul 4-3-3, cambierà, con l’atteggiamento, anche la formazione di partenza. Dentro Jesus, in mezzo alla difesa, e Schick, da centravanti, rispettivamente per gli squalificati Fazio e Dzeko. In più, da esterno alto a sinistra, spazio a El Shaarawy e non a Perotti, con Under confermato a sinistra, come accade da 9 gare. Recuperato e abile, invece, De Rossi per il centrocampo affidato ai big. Davanti, con Defrel out dalla lista dei 21 convocati (risentimento al polpaccio), rimane solo Schick, al 6° match da titolare. Il 20 dicembre, contro i granata, segnò l’unica rete stagionale. Il precedente, e non solo, vale per giocarsi al meglio la nuova chance.
TURNOVER MINIMO – La rotazione, dunque, è come se non ci fosse: obbligati 2 cambi su 3. L’unica scelta indipendente dall’indisponibilità di chi ha giocato contro il Napoli è il ritorno, dopo 3 esclusioni, di El Shaarawy. Perché Di Francesco non dimentica la sbandata contro il Torino nell’ottavo di Coppa Italia: dopo il successo contro il Cagliari, si presentò contro i granata, all’epoca ancora allenati da Mihajlovic, con 10 giocatori diversi. Quel ko costò l’eliminazione dal torneo. Così, con sincerità, ha ammesso di aver esagerato e di essersi pentito di quella rivoluzione. Anche per questo stasera saràmeno invasivo.
TREND DA INVERTIRE – La Roma, almeno in campionato, ha raccolto più punti fuori (28) che in casa (25), dove ha anche giocato una gara in più. Ha, dunque, messo a rischio la zona Champions nel suo stadio. E la frenata è diventata preoccupante proprio dopo la sconfitta contro il Torino. In 79 giorni, cominciando da quel pomeriggio, i giallorossi hanno perso 4 match all’Olimpico. E vinto, nelle 5 gare di campionato dopo la caduta in Coppa Italia, solo contro il Benevento: 1 pari e 3 ko, arrivati nelle ultime 4 partite nella Capitale.










