
CAPELLO E MOU – Il paragone è di quelli illustri, visto che Capello è stato l’ultimo a vincere lo scudetto a Roma, Di Francesco era un suo giocatore e forse anche da lui avrà imparato ad essere cinico. È già successo quattro volte in questo campionato (nessuna squadra ha vinto più partite per 10) e il settimo clean sheet in campionato vale anche un’altra soddisfazione, visto che nei 5 maggiori campionati europei solo lo United ha mantenuto la porta inviolata per più partite, 8. Non solo: erano 4 anni, cioè dal 2013/2014, che la Roma non partiva così bene in campionato. Era l’anno del record di Garcia. Di quella squadra oggi ci sono solo De Rossi, Strootman e Florenzi, in campo, e Castan, in panchina. Per il resto, tutti nuovi, e tra i nuovi c’è anche Alisson, che dopo un anno di attesa si sta prendendo le luci della ribalta: «La scorsa stagione non è stata semplice, ma ora è passato. Penso solo a me e alla squadra, conosco il mio potenziale e quello di tutti, ci alleniamo bene e in partita sappiamo quello che dobbiamo fare ha detto il portiere. La parata che ho fatto su Masina è tra le più complicate, ma se prendiamo pochi gol non è solo merito mio. I compagni mi aiutano tanto, tutti lavoriamo alla fase difensiva e gli attaccanti tornano tanto. Il nostro è un atteggiamento di gruppo». Proprio come piace a Di Francesco e piaceva a Capello.










