
CAMBIO DI MARCIA – La svolta per la Roma, nel girone di ritorno: 30 punti in 12 gare, con 10 vittorie e 2 sconfitte. Sono 29 quelli della Juve prima e il Napoli terzo. Le rivali hanno sbagliato più partite: 3. Solo 1 ko a testa, ma 2 pari che hanno lo stesso valore delle cadute. Il pareggio, a Trigoria, è risultato quasi sconosciuto: l’ultimo dei 2, il 30 ottobre a Empoli. Il ritmo è da scudetto e garantisce almeno il 2° posto. I giallorossi hanno aumentato la velocità, conquistando 8 punti in più di quanti ne contarono, dopo 31 giornate, nella scorsa stagione. Allegri, come Spalletti, ha raccolto più che nel torneo scorso: 4 punti. Sarri, invece, ha fotocopiato il percorso. Il toscano, quindi, fa bene a spaccare l’annata a metà: da una parte il flop delle 3 eliminazioni in gare da dentro o fuori (Champions, Europa League e Coppa Italia) e dall’altra il top nel confronto con chi vuole essere il più bello del reame. L’attuale classifica propone le stesse distanze del 3 aprile 2016. Ma dietro ai bianconeri, avanti sempre di 6 punti, ci sono i giallorossi e non più i partenopei. La proprietà Usa ha dato la priorità proprio al piazzamento in campionato: Pallotta è dunque soddisfatto, avendo chiesto il 2° posto al suo allenatore. Che, però, non lo ritiene sufficiente per restare a Trigoria, come va ripetendo ormai da mesi. Ecco perché il club, per farsi trovare impreparato, sta valutando altri tecnici.
TIRO AL BERSAGLIO – La Roma è salita ad alta quota in serie A a forza di gol: 69 (addirittura 103 in 47 partite stagionali). Il Napoli ne ha segnati di più: 72 (62 quelli della Juve). Ma Spalletti ha il tandem offensivo più prolifico del torneo: Dzeko (24) e Salah (11) con 35 reti, sono davanti a Higuian (21) e Dybala (8), in coppia arrivati a 29 gol, e a Martens (20) e Insigne (14) appena avvicinatisi con 34. Lucio, nelle ultime 2 giornate (parziale di 5 a 0), è riuscito intanto a superare Allegri nella differenza reti che potrebbe ancora decidere il podio: saldo attivo di 43 gol (42 quello dei bianconeri). I campioni d’Italia hanno ancora la miglior difesa (20 gol subiti, 6 meno della Roma e 13 meno dei partenopei), probabilmente il segreto della loro leadership.










