
In questi primi giorni della sua nuova carriera – il contratto da dirigente per sei anni è stato attivato il primo agosto – si è mosso con circospezione: qualche visita a Trigoria a studiare il d.g. Baldissoni e il d.s. Monchi e ad osservare il lavoro dei suoi ex compagni e dell’amico Di Francesco. La gara di domenica contro l’Atalanta (ore 18, arbitro Giacomelli) finirà sui libri di storia non solo romanista, ma di tutto il calcio italiano, perché sarà la prima d.T., cioè dopo Totti, l’inizio di una nuova epoca calcistica.
Una sigla che indica anche il ruolo del direttore tecnico, che somiglia parecchio a quello che l’ex capitano vorrebbe ricoprire da grande. Non una figura di rappresentanza ma con competenze operative, anche se non c’è ambasciatore migliore per esportare il nome della Roma in giro per il mondo: sarà infatti lui a rappresentare la società ai sorteggi dei gironi di Champions League il 24 agosto a Montecarlo, dove riceverà l’Uefa President’s Award.
Quanto la Roma sia ancora identificata con Totti lo sa molto bene James Pallotta, che lo avrebbe voluto anche nella tournée che la squadra ha giocato in America, ma per rendersene conto basta navigare in internet: due giorni fa è diventato virale sui siti di mezzo mondo un video in cui, a Ponza, calcia una palla da una barca e la fa finire tra le braccia di un amico posizionato su un’altra imbarcazione a parecchi metri di distanza. Una magia come le migliaia fatte nel corso della sua lunghissima carriera. Da domenica ne proverà altre fuori dal campo, e chissà che non riesca nell’impresa di scovare il nuovo Totti: sarebbe l’ennesimo regalo, per la Roma e per il calcio italiano.










