
In pagella numeri impressionanti per un allenatore debuttante in una squadra d’alta classifica. Nelle 20 partite giocate finora la Roma ne ha vinte 14 e ha mantenuto la porta inviolata ben 10 volte (in Champions è l’unica a non aver subito gol in casa). Numeri da record. Nell’unica annata in cui la Roma aveva vinto il girone della massima competizione europea (era il 2008-2009) i punti in classifica dopo 15 partite erano appena 20. Sulla panchina c’era Spalletti, superato quindi da Eusebio. Da qui a metà febbraio il calendario sarà meno impegnativo e la Roma proverà a prendersi un’altra vetta, quella occupata momentaneamente in campionato proprio dall’Inter di Spalletti. Da qui allo scontro a Milano coi nerazzurri del 21 gennaio c’è un calendario che presenta una sola grande difficoltà: lo scontro del 23 dicembre contro la Juve che si trova a metà tra le sfide a Chievo, Cagliari, Atalanta e Sassuolo. Dopo Inter-Roma ecco la doppia sfida con la Samp tra 24 e 28 gennaio, poi la discesa contro Verona e Benevento prima dell’ottavo di andata di Champions.
La Roma inoltre sta recuperando pezzi importanti (Strootman è in evoluzione, Emerson ridarà fiato a Kolarov) e ha un’arma tenuta finora nascosta. Quel Patrik Schick che già domenica a Verona potrebbe partire titolare. Al posto di Perotti? Difficile. Il Re Mida argentino con due gol (al Genoa lo scorso 28 maggio, e al Qarabag l’altro ieri sera) ha praticamente consegnato un assegno da 50 milioni alla Roma che l’ha premiato con il rinnovo fino al 2021 ed adeguamento da 1,8 a 2,1 milioni a stagione. Ieri a Trigoria il sì decisivo che potrebbe portare Perotti a chiudere la sua carriera nella capitale.










