
I CONTROLLI Del resto, i romanisti erano troppo impegnati a litigare tra di loro (Fedayn e Roma si sono azzuffati nella parte bassa della Sud e la coreografia è saltata) per pensare pure di prendersela con i laziali e a questi dev’essere bastato godersi lo spettacolo, oltre al risultato finale. Eppure le premesse per la guerriglia c’erano. Non a caso durante le bonifiche pre-partita sono stati trovati numerosi taglierini, mazze e martelli, molti dei quali chiusi in un borsone. Un ultrà romanista è stato arrestato per resistenza durante la partita. Prima di entrare, infatti, aveva lanciato un oggetto contundente verso le forze dell’ordine schierate sul lungotevere Diaz. L’ultrà era stato videoripreso dalla Scientifica in mezzo a un centinaio di altri tifosi davanti al bar River, ritrovo giallorosso, e successivamente individuato grazie alle telecamere. Il giovane è stato anche sottoposto a Daspo per 4 anni.
Intanto, sono in corso le indagini per risalire a chi ha lanciato il sasso all’altezza di via degli Affari Esteri che ha ferito un assistente capo in forza al XIV Reparto Mobile di Senigallia. L’agente ha riportato una prognosi di 10 giorni. «Bisogna condannare i professionisti della violenza, tutelare i diritti di chi vuole assistere alle partite in serenità, ma anche i poliziotti», affermano dal Siulp di Ancona. Durante le operazioni di filtraggio nel settore ospiti un supporter giallorosso è stato trovato in possesso di un petardo, nascosto nei pantaloni ed è stato sottoposto al Daspo di un anno. Il terzo daspato (2 anni) è un tifoso che dopo l’inizio del secondo tempo ha scavalcato la recinzione della tribuna Monte Mario per sistemarsi sul palchetto d’onore. Anche la miccia delle tifoserie straniere gemellate è stata disinnescata. Prima della gara la polizia ha intercettato in via Capo d’Africa 24 hoolingans inglesi (affiliati romanisti) e 4 tedeschi (in tasca i biglietti per la Nord) pronti a venire alle mani: sono stati identificati e accompagnati allo stadio.










