
Da qualche settimana i fastidi muscolari sembrano passati, eppure Patrik non è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista nella Roma. Finora ha messo insieme solo 5 gare da titolare in campionato, più una in Coppa Italia col Torino dove è arrivato l’unico gol, neppure un minuto in Champions. «Non è facile – prosegue Schick – sto vivendo un’esperienza del genere per la prima volta e non ho intenzione di mentire: non è una bella situazione. Ma credo che quando mi sarò allenato con continuità e riuscirò a segnare, girerà per il meglio». Il problema, adesso, si è spostato nella testa: «Sento ancora la pressione, sono stato uno degli acquisti più costosi in Italia (il più caro della storia della Roma con 42 milioni di euro complessivi, ndr) e in una città come la Capitale che vive di calcio è ancora più dura». La parte più incoraggiante della «confessione» di Schick è sui propositi futuri: «Andarmene? Non è un’opzione possibile e non ci voglio neppure pensare. Mancano diverse partite alla fine della stagione, abbiamo pescato il Barcellona in Champions e farò di tutto per esserci in campo». Non sarà facile, però, convincere Di Francesco. Bocciato l’esperimento da esterno alla destra di Dzeko («non è la mia posizione ideale» conferma il ceco), quando lo ha sostituito contro il Milan è apparso in difficoltà anche nei movimenti da centravanti: Schick è una seconda punta e nel 4-3-3 un ruolo perfetto per esaltare il suo talento – che a Trigoria tutti riconoscono in allenamento – non c’è. Intanto Dzeko più che un rivale è la colonna a cui si appoggia. «È il mio più grande amico in squadra, parla ceco e mi aiuta a capire, cerco di imparare ogni giorno da lui qualcosa».
Anche Edin è in nazionale e dalla Bosnia fa sapere che «il Barcellona è favorito in Champions e se giochiamo da squadra possiamo fare bene». Nainggolan, invece, è riapparso ieri a Trigoria. Nessun caso: il ct Martinez aveva dispensato tutti i convocati con più di 2500 minuti stagionali nelle gambe dai primi giorni di ritiro del Belgio, Radja è voluto comunque partire domenica sera per «farsi vedere» dopo i tanti problemi del passato, oggi potrebbe allenarsi alla ripresa con la Roma e domani sarà di nuovo insieme ai Red Devils, per poi giocare l’unica amichevole in programma il 27 a Bruxelles con l’Arabia Saudita. Una sorta di test Mondiale, che il Ninja vuole superare a tutti i costi.










