
E basta riguardare una delle istantanee dell’esultanza di Dzeko dopo il gol—qualificazione allo Shakhtar per vedere che il primo a corrergli incontro stravolto dalla felicità è proprio Schick. «Non è una fase semplice per me, non voglio mentire — continua Patrik — mi manca un po’ di autostima. Avrei dovuto cominciare più lentamente, ma ero entusiasta. Il mio corpo non era pronto e i miei muscoli non hanno retto». E ancora: «Ho provato a non sentire la pressione, ma non è facile e a Roma è maggiore che da altre parti. Le persone sono un po’ pazze, quando passano mi chiamano, è difficile nascondersi, ma è una cosa carina, anche se a volte complicata ».
Anche il suo grande amico Dzeko parla dal ritiro della nazionale bosniaca. Andando sulla sfida col Barcellona (già venduti 7mila biglietti in prelazione per gli abbonati, da domani vendita libera). «Se giocheremo da squadra potremo fare qualcosa di buono. È merito di tutti se siamo arrivati ai quarti, solo ragionando così potremo competere: anche nel girone eravamo la vittima sacrificale, eppure ce l’abbiamo fatta». Da un centravanti all’altro, stasera Batistuta torna all’Olimpico dopo più di 15 anni dall’ultima volta con la maglia della Roma. L’occasione la regala la partita Mundial, Italia verso Resto del Mondo, evento contro la violenza sulle donne. Tra personaggi del calcio e dello spettacolo, presenti anche Tommasi, Perrotta, Candela, Giordano, e la sorella di Nainggolan, Riana, anche lei calciatrice.










