
LA GARA – Riproposto per la prima volta da attaccante centrale, per un po’ Schick ha faticato a trovare i riferimenti giusti. Forse anche per l’applicazione degli ultimi tempi ad apprendere il prima possibile il ruolo di esterno destro. Poi, con il passare dei minuti, ha ritrovato movimenti e confidenza con il ruolo. Tanto da entrare un po’ in tutte le azioni più pericolose della Roma: il palo colpito di testa, il rigore guadagnato su Molinaro, il gol e quel quasi 2-2 a dieci secondi dalla fine che ha strozzato l’urlo in gola a tanti tifosi giallorossi presenti all’Olimpico. Nel 4- 3-3 è andato a sprazzi, nel 4-2-4 (con un attaccante al suo fianco e un marcatore in meno) molto meglio. Sabato, a Torino, molto probabilmente tornerà in panchina, pronto magari a dare una mano in corsa se dovesse servire. Da ieri, però, la speranza è che ci sia uno Schick molto più vicino al vero Schick.










