
LA PREPARAZIONE – La voglia di accelerare i tempi – probabilmente – ha giocato a sfavore di Schick: l’ultima partita ufficiale l’ha disputata il 24 giugno in nazionale Under 21 contro la Danimarca (la Repubblica Ceca ha perso 4 a 2) e lui è rimasto in campo per 90’. Terminato l’Europeo, Patrik ha cominciato a combattere contro l’aritmia diagnostica durante le visite con la Juventus. Schick è stato costretto a stare fermo per quasi un mese e mezzo fino a quando il 9 agosto il centro cardiologico Monzino di Milano gli ha rilasciato l’idoneità a tornare in campo. I problemi con il cuore sono spariti e l’unico suo obiettivo era mettersi in pari con i compagni di squadra: fino al 21 agosto con i blucerchiati ha svolto solo allenamenti individuali e di recupero agonistico, saltando le partite con Foggia, Benevento e Fiorentina. Poi il 28 agosto è arrivato a Roma: si allenato in maniera differenziata, poi si è aggregato alla squadra e Di Francesco gli ha regalato qualche minuto nel test contro la Chapecoense. L’obiettivo sarebbe stato recuperarlo nelle partite con Sampdoria e Atletico Madrid e lanciarlo da titolare sabato prossimo col Verona. Nulla da fare, oggi (al massimo domani) sarà il giorno della verità.










