
Domani l’Olimpico non presenterà il pienone che il ritorno nell’Europa dei grandi farebbe immaginare — dopo il mancato accesso lo scorso anno ai preliminari — complici vari fattori. Su tutti, i prezzi dei biglietti, se si pensa che una curva costa 40 euro, poi i disagi di una città che sta ritrovando il traffico e ieri ha vissuto in pieno i disagi del maltempo. Disagi che hanno coinvolto anche Trigoria, costringendo la Roma a lavorare tra palestra e sala video per l’allagamento dei campi (annullata anche una partita delle giovanili). Domani sera saranno quasi quarantamila gli spettatori (fino a ieri i tagliandi staccati erano 33mila circa). Previsioni attendibili che vorrebbe poter fare Di Francesco anche per l’andamento della sfida in campo, costretto a fare ancora i conti con una rosa non completa a causa degli infortuni. Detto di Schick, sarà Defrel a godersi la prima in coppa con la maglia giallorossa, mentre in difesa, sulla destra, complice il riposo per l’annullamento della gara di Genova, stanno ancora meglio Bruno Peres e Florenzi. Per il tecnico l’esterno romano era pronto addirittura per la Samp, figuriamoci, quindi, per l’Atletico Madrid. Ancora indietro invece Karsdorp. Ci sarà Pallotta a seguire la partita allo stadio, per un ritorno all’Olimpico dopo i fischi che si è preso a Roma-Genoa, durante la premiazione Totti. Il presidente ritroverà ora l’ex numero dieci seduto accanto a lui, da dirigente, per un incontro che potrebbe essere anticipato a oggi, a Trigoria. A proposito di Totti: presente a Misano, ospite del box Ducati, su un suo possibile futuro da allenatore, così il neo dirigente ha liquidato la vicenda: «No no, tranquilli». Nel frattempo è Alisson ad ammettere: «Se non avessi avuto la certezza di giocare, avrei chiesto di partire. Lo scorso anno ho imparato ad avere pazienza, adesso dipende tutto da me, anche per la nazionale brasiliana».










