
Ora ci risiamo per quanto riguarda il cammino (questo Toro arriverà alla sfida in agenda fra 48 ore dopo il ko nel derby e i due pari con Verona e Crotone), meno, molto meno per le aspettative nei confronti di un giocatore, il bomber bosniaco, che sembra non fermarsi più. Tocca a Moretti e Nkoulou. Azpilicueta, Christensen e Cahill, a Londra, ne hanno perso spesso le tracce, domenica Nkoulou e Moretti – con l’aiuto di De Silvestri o Ansaldi – proveranno a limitarne i movimenti, ormai, da vero regista d’attacco: Dzeko segna e fa gol d’autore – quello al volo contro il Chelsea ha ricordato la lucida follia di Immobile con la maglia del Toro nell’Olimpico giallorosso il 25 marzo 2014 – e spera di ripetersi. Domenica c’è la Roma, un anno fa il 3-1 show. Ma il bosniaco è al top dopo le magie di Londra e, adesso, l’incoronazione è totale. «Stiamo parlando di un attaccante straordinario…», raccontava la stella del Chelsea Hazard nella notte del 3-3 londinese. E gli straordinari dovranno fare i difensori granata: Dzeko punge se fa gol, ma anche quando decide di aspettare il momento giusto per invitare gli esterni giallorossi al tiro o per aprire lo spazio alle incursioni di Nainggolan o Strootman. Lo stato di grazia del bosniaco è raccontato dai numeri: sette centri in A, tre in Champions, due con la sua nazionale negli ultimi due mesi. «Ci aspettavamo una classifica migliore», così Ljajic. Per avvicinarla la prima cosa da fare è chiudere la linea di passaggio che può innescare il mago di Londra.










