
SPAGNA LEADER – Il Siviglia, ma soprattutto il Real di Ronaldo e il Barcellona di Messi. La Spagna detta legge nella volata. Ha perso per strada solo l’Atletico e quindi superato l’Inghilterra che, partita con le top 5, ha pagato gli ottavi: fuori lo United, il Chelsea e il Tottenham, salve solo il City di Guardiola e il Liverpool di Salah, ex giallorossi che, rispettivamente in campo e in panchina, fanno la differenza, il tecnico probabilmente di più. Il Real, ultima delle big straniere a presentarsi all’Olimpico contro la Roma (nei quarti del 2016, doppio ko con lo stesso punteggio: 2-0), fatica nella Liga, ma ha alzato la coppa nel 2016 e l’anno scorso (3 in 4 edizioni), arrivando a quota 12. Il Barça, leader del suo campionato, ha appena festeggiato i 100 gol di Messi in Champions. Garcia non dimenticherà mai il 6-1 al Camp Nou, nella fase a gironi del novembre 2015, anche se con il raccolto minimo della storia della Champions, 6 punti, conquistò la promozione agli ottavi, poi lasciati però a Spalletti. Peggio Garcia fece l’anno prima proprio con il Bayern Monaco, unica tedesca nei quarti: 1-7 all’Olimpico, prima dell’eliminazione certificata dal ko interno contro il City. Il club bavarese, con Heynckes subentrato ad Ancelotti, fa corsa a sé nella Bundesliga (nel weekend può essere campione).
SPESSORE INTERNAZIONALE – La Roma, con l’impronta di Di Francesco, ha ripreso quota: il rendimento in Europa le permetterà di partire, a settembre, almeno al 15° posto nel ranking Uefa (ora è al 24°), scartando l’annata 2013/2014, l’unica delle ultime 5 senza coppe (il raggiungimento dei quarti vale il 9° posto stagionale con il Siviglia, il Psg, il Besiktas, lo Shakhtar Donetsk e il Basilea). I giallorossi, dunque, possono solo migliorare la posizione. E far lievitare ulteriormente gli introiti Uefa: al momento sono quasi 75 milioni, tra bonus sportivi e market pool. Da aggiungere solo l’incasso della prossima gara casalinga che permetterà di battere il record di 2 anni fa: 76,5 milioni.
ALTO PROFILO – Di Francesco e Montella si sono dati appuntamento più avanti. Rappresentano la scuola italiana che, nell’anno del flop mondiale di Ventura, si è presa questa bella rivincita: 2 club nei quarti dopo 11 anni e 3 tecnici promossi insieme (come nessun’altra nazione), replicando l’avventura di Scala, Trapattoni e Lippi (1998) e di Capello, Ancelotti e Mancini (2005 e 2006). Allegri recita da apripista. Max è ormai un abitué della Champions. Eusebio, da debuttante, è la sorpresa. Al primo colpo ha imitato Liedholm e Spalletti. Vincenzo, da esonerato, vola di nuovo alto.










