
BIS – Era capitato soltanto un’altra volta in questa stagione alla Roma di vincere dopo essersi trovata sotto nel punteggio. Ma l’avversario era il più docile possibile, il Benevento, che segnò dopo pochi minuti con Guilherme ma venne tra
volto da Ünder dopo l’intervallo. In altri due casi invece la Roma, ripartendo da 0-1, era riuscita a pareggiare: 3-3 a Londra contro il Chelsea, in quel caso addirittura reagendo dopo uno 0-2 iniziale, e 1-1 a Genova contro la Sampdoria quando Dzeko evitò la sconfitta a tempo scaduto capitalizzando l’assist del giovane debuttante Antonucci. Per il resto, erano stati solo dolori: dallo 0-1 contro il Napoli all’andata all’Olimpico, firmato sempre Insigne, alle altre sconfitte in casa (1-2 contro il Torino in Coppa Italia, 1-2 contro l’Atalanta, 0-1 contro la Sampdoria, 0-2 contro il Milan) fino all’unico ko in trasferta nelle ultime 20 di campionato (0-1 a Torino con la Juventus).
ATTEGGIAMENTO – Di Francesco è sempre stato convinto, anche in base ai dati analitici in suo possesso, che la Roma non fosse poco resistente sul piano atletico. E’ capitato spesso invece di sentirlo parlare di un problema di mentalità, dell’impossibilità da parte della squadra di mantenere la concentrazione, l’abnegazione e la determinazione per più di 50-55 minuti a partita. Era successo anche a inizio campionato, quando la Roma dominò l’Inter e in quel caso andò anche in vantaggio ma poi si squagliò nel finale (con molte attenuanti a dire il vero: rigore negato e tre legni). Più recentemente è capitato a Kharkiv nell’andata degli ottavi di Champions League contro lo Shakhtar: dopo un primo tempo da grandissima squadra, lucida nella gestione del palleggio ed efficace nei raddoppi che soffocavano gli avversari, la Roma è crollata dopo aver regalato il gol del pareggio a Facundo Ferreyra. Il clic dell’episodio negativo spesso ha creato ansia e nervosismo al gruppo che poi ha concesso ancora campo e reti al rivale di turno. O comunque, nei casi di sconfitte di misura, non ha saputo rialzarsi. Fino al giorno più inatteso, dove finalmente la squadra ha tenuto botta fino alla fine.










