
RETROSCENA FERRANTE Lucio va fiero per il raccolto in 18 mesi di campionato. «Possiamo aver sbagliato una partita, magari decisiva. Ma mai ci siamo fermati a lungo». La rosa, come già ha spiegato dopo il derby, non è più «la più forte mai allenata». «Ma bastava per giocarci le nostre competizioni. Chiaro non come la Juventus che, da una partita di campionato a quella di coppa, ha potuto cambiare otto giocatori. Ci sono capitate gare ravvicinate di un certo livello. In quei momenti cruciali, se i risultati sono stati questi, probabilmente è l’allenatore ad aver sbagliato scelte». Non su Gerson: «La società dovrà fare una riflessione a fine stagione. L’ho usato poco perché ho visto altri stare meglio di lui». E c’è chi, come Gerson, ha fatto la stessa visita a vuoto a Trigoria. Rivela Alexis Ferrante, 22 anni il prossimo 27 giugno, attaccante del Brescia: «Sabatini mi preferì a Belotti. Lui era un 93 e io ’95: una scelta anche dovuta all’età». L’italo argentino si presentò con il manager giusto: Capello junior. Il Gallo, centravanti titolare della Nazionale e capocannoniere della serie A insieme con Dzeko (23 reti), lo scorso 20 dicembre ha invece compiuto 23 anni. Con 100 milioni di clausola già addosso.










