
BATOSTE – La delusione di giovedì conferma un ruolino poco soddisfacente dell’allenatore in Europa. Soltanto in due stagioni su dodici Spalletti ha superato gli ottavi di una coppa internazionale. Sempre con la Roma e sempre sbattendo contro il Manchester United (nel primo caso con un tremendo 7-1 incassato a Old Trafford) dopo aver prevalso sul Lione in un caso e sul Real Madrid in un altro. Da nove anni, contando anche le quattro stagioni allo Zenit San Pietroburgo, non riesce a eguagliare quel record. E’ verosimile, addirittura, che in Russia lo abbiano allontanato proprio per questo, nonostante due campionati e due coppe vinti nel territorio domestico: nel 2014 venne esonerato dopo la durissima sconfitta nell’ottavo d’andata di Champions contro il Borussia Dortmund, 4-2 in casa. I ricchi padroni dello Zenit erano già scontenti dei ridimensionamenti avvenuti in precedenza: dall’Auxerre allo Young Boys, dal Benfica al Basilea, troppe avversarie avevano colpito e affondato lo Zenit in campo internazionale tra il 2010 e il 2013.
PRIMA VOLTA – E se le sconfitte degli esordi con l’Udinese non possono essere altrettanto gravi, visto il potenziale della squadra, nella prima epoca spallettiana a Roma vanno ricordate altre due serate amare contro avversarie inglesi: l’eliminazione da parte del Middlesbrough nella Coppa Uefa 2005/06 e quella, sfortunatissima, da parte dell’Arsenal ai calci di rigore negli ottavi di Champions 2008/09. Sempre nei maledetti ottavi, la fobia tecnica ormai acclarata della Roma.










