
La prima delle ultime otto partite di campionato passa oggi per il Bologna di Donadoni. L’obiettivo è evitare di buttare sale su ferite ancora sanguinanti, perché per le cicatrici ci vorrà ancora tempo. «Io sono dispiaciuto per quanto successo – continua Spalletti – ma serve lavorare nel calcio, per essere al livello della Juventus, che ha un vantaggio sotto tanti punti di vista, quindi dobbiamo programmare, e fare ancora di più. Queste otto partite possono determinare il futuro del club». Sembra fare marcia indietro, il mister , rispetto al tormentone «Se non vinco un trofeo me ne vado», tornando a parlare di programmazione e difendendo il lavoro fin qui fatto. «Sono soddisfatto dei numeri complessivi di questi mesi e per il lavoro che stiamo facendo. Ma nel calcio conta spesso solo la vittoria». Recuperato De Rossi, non è invece partito Emerson, bloccato dalla tendinite. «Szczesny e Alisson si alterneranno: se uno cala, l’altro gli prende il posto. Totti? Io, purtroppo, devo gestire una squadra, e tra le mie competenze c’è anche questa. Non voglio gestire la storia di Francesco, ma il calciatore. Forse l’ho fatto giocare poco, oppure troppo, dipende dai punti di vista».










