
L’AGENDA – La Melegari, interrogata subito dopo l’arresto di Parnasi e dei suoi collaboratori, il 13 giugno, ha ricostruito con la pm Barbara Zuin tutti gli appuntamenti tra il suo capo e Lanzalone. Un passaggio è significativo e, per gli inquirenti, potrebbe essere una prova dell’inizio della collaborazione – illecita – tra il consulente e il costruttore: «Ho visto il biglietto da visita di Lanzalone e lo ho inserito tra i nostri contatti quando la Raggi voleva bloccare il progetto dello Stadio. Lanzalone era stato nominato consulente del Comune. Luca mi aveva chiesto di chiamare la sua segreteria per fissare con lui un pranzo». Poi, la Melegari ha mostrato ai magistrati l’agenda elettronica in cui ha annotato tutti gli incontri. Il primo appuntamento è dell’11 maggio 2017. Ne seguono molti altri, sia a Roma che a Milano. Il consulente e Parnasi si vedono da soli il 27 luglio 2017 e il 4 agosto. Cenano a piazza di Pietra, a Roma, il 14 settembre, mentre il 3 ottobre fanno colazione al bar Ciampini, a piazza San Lorenzo in Lucina. Il 25 ottobre si incontrano da Doney, in via Veneto. Si vedono tante altre volte, «il 20 dicembre 2017 e ancora il 29», dice la segretaria. Parnasi incontra anche i soci di Lanzalone a Milano il 25 gennaio scorso. Tra gennaio e giugno, si contano altri 7 appuntamenti.
La segretaria parla anche dei contatti tra il suo capo e l’ex capogruppo dei Cinquestelle in Campidoglio, Paolo Ferrara, accusato di avere ricevuto da Parnasi un progetto per il restyling del lungomare di Ostia da spendere con l’elettorato. Agenda alla mano, la Melegari ricostruisce: «Un incontro il 16 gennaio 2018 al Trinity College; un altro il 26 gennaio in Parsitalia e ricordo altri appuntamenti a Ostia».
I POLITICI – Nello stesso verbale, la Melegari aveva fornito agli inquirenti un elenco dei politici che aveva visto sfilare negli uffici di Eurnova e che Parnasi aveva finanziato in chiaro. «Il gruppo usava fare erogazioni liberali in favore di politici; avevo i nomi dei beneficiari e l’importo era sempre lo stesso, ossia 4.500 euro. Alcuni, come Ciocchetti e la Polverini, hanno avuto bonifici di 4.500 euro». E ancora: «Un giorno Luca è venuto da me insieme all’avvocato Mauro Vaglio. Mi dicevano che il bonifico non era andato a buon fine; il mandatario di Francesco Maria Giro mi ha chiesto la delibera ed è stata fatta il giorno stesso, benché retrodata». La donna ha parlato anche di Adriano Palozzi, l’ex vicepresidente del consiglio regionale che si trova ai domiciliari, e di Davide Bordoni, capogruppo di FI in Campidoglio, indagato: «Ho visto Bordoni più volte nel nostro ufficio, sapevo che era un politico e credevo fosse un amico di Parnasi. Anche il suo nome era tra i beneficiari delle erogazioni». Ricorda di colloqui con Michele Civita, ex assessore regionale in quota Pd: «Il curriculum di suo figlio mi è passato tra le mani, il figlio ha avuto un colloquio con Parnasi». Circostanza che, ora, costa al politico l’accusa di corruzione.










