
Ad inizio settimana la Roma ha effettuato una nuova consegna di documenti in Comune: si tratta, secondo gli uffici capitolini, di ulteriori carte necessarie alla stesura della nuova delibera di pubblico interesse. Le giornate però passano velocemente, e si avvicina – siamo a meno 48 giorni – la data del 15 giugno, indicata dalla Regione come (l’ennesima) ultima scadenza utile a non ricominciare da zero tutto l’iter buttando, di fatto, 3 anni di lavoro. E, nonostante i reiterati depositi di carte da parte della Roma, ancora non si ha una traccia precisa della nuova delibera il cui iter, prima di giungere al voto finale in Consiglio comunale, prevede l’adozione in Giunta, poi gli emendamenti di Municipi e Commissioni consiliari, quindi nuovamente la Giunta per approvare o respingere questi emendamenti. Un iter che a Marino costò tre mesi di tempo e che la Raggi dovrebbe completare nella metà esatta del tempo.
Infine, dopo il soggiorno bostoniano dal presidente giallorosso, James Pallotta, del costruttore Luca Parnasi e della sua squadra di avvocati specializzati in diritto societario, sembra che siano stati affrontati e risolti tutti i nodi ancora aperti nella gestione del rapporto fra le due «teste» dell’affaire Stadio, Parnasi e Pallotta. È possibile che nei prossimi giorni, quindi, a mercati chiusi (la Roma è quotata in borsa) possano essere resi ufficialmente noti i dettagli di questi nuovi accordi che dovrebbero riguardare le quote societarie e la ripartizione dei costi da sostenere dopo l’accordo di fine febbraio con la Raggi.










