
Alla presenza dell’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini, dell’onorevole M5S Alfonso Bonafede (“stampella” della sindaca inviata dal Parlamento a Palazzo Senatorio) e del presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito, sembrano quindi essersi finalmente ricuciti i diversi punti di vista della maggioranza pentastellata. Con una linea ben precisa: nei 30 giorni di proroga sul dossier Stadio, ottenuti soltanto poche ore più tardi in Regione, con la Roma del patron James Pallotta e con Parnasi si tratterà soltanto a partire dalle previsioni del piano regolatore. Proprio come nei desideri di Berdini: «Si edificheranno 69mila metri quadrati — aveva spiegato l’assessore in un’intervista a Repubblica — rispetto ai 350mila pattuiti con Marino».
Numeri che, uniti all’allarme messo nero su bianco dal dipartimento urbanistica del Comune sul rischio esondazioni dell’area di Tor di Valle, potrebbero far saltare il banco. Non senza conseguenze. La Regione attende la trasmissione della variante al Piano regolatore da approvare dal consiglio comunale entro il 3 marzo. Se non arriverà, al netto del parere che ha permesso al M5S di serrare i ranghi, la Roma ed Eurnova (la società costruttrice) risponderanno per le rime. Il club giallorosso potrebbe chiedere l’intervento di un commissario governativo, oppure presentare una richiesta di risarcimento da centinaia di milioni di euro. Forse da più di un miliardo.










