
Con un nodo in più da sciogliere, stavolta: se la vittoria politica di Raggi è stata quella di dimezzare il cemento pur mantenendo in vita il progetto, la nuova partita si giocherà sulle opere pubbliche. Con menzione speciale per il sistema traffico. Già il progetto targato Marino, con un bagaglio di 440 milioni in opere pubbliche, aveva un equilibrio che in molti (anche Raggi, ieri dal premier Paolo Gentiloni per la riqualificazione delle periferie) giudicavano al limite. Cosa succederà se dalla carte saranno cassate opere pubbliche, tra cui un ponte e la metro, per 300 o più milioni? È su questo punto, sul nuovo equilibrio, che le diplomazie si sono messe già a lavoro. In settimana dovrebbe esserci un incontro conoscitivo tra proponenti e nuovi innesti in Campidoglio, il city manager Franco Giampaoletti e Luca Montuori, appena insediato all’Urbanistica. Ma si procede senza accelerare, come se le parti avessero ormai capito che l’appuntamento da non mancare non sarà ad aprile, ma a dicembre. «Sullo stadio l’amministrazione ha già preso una decisione importantissima — ieri le parole di Luca Montuori —. È un punto d’inizio ottimo per rivedere il progetto. Ora si lavora, si migliora, è un’occasione importantissima per questa città e bisogna farlo bene». Cioè senza alcuna fretta.










