
C’è chi si è stufato di parlare di stadio, come lo stesso Calabrese: «Ora speriamo che il dipartimento urbanistica possa lavorare anche su altro. Lo stadio serve? Per legge non si può tornare indietro». C’è poi chi cerca di tenere la barra a dritta: «Il Politecnico ha fissato dei paletti — spiegava ieri l’altro grillino Andrea Coia — ora vanno rispettati». Il tema è riaffiorato ieri sera in una riunione con gli assessori: «Dobbiamo parlarne assieme», diceva Gemma Guerrini prima del vertice. Poco, ma comunque qualcosa in più del rifiuto di rispondere a qualsiasi domanda sullo stadio del vicesindaco Luca Bergamo. Alla buvette era con l’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori.
Anche lui di poche parole, si era aperto in mattinata dopo l’evento di Confcooperative: «Non ci sono problemi. La Regione? Non si metterà di trasverso per potenziare la Roma-Lido». Lo stesso non si può dire per i consiglieri. Quando l’inchiesta su Tor di Valle toccò l’ex capogruppo Paolo Ferrara, ancora indagato per corruzione, ad avere dubbi erano in sei: Grancio (poi uscita dal gruppo), Montella, Guerrini, Zotta, Donati e Tranchina. Al pari dei colleghi, dovranno capire di nuovo come comportarsi.









