
Quelle firmate dal direttore regionale dell’area VIA, l’architetto Demetrio Carini, sono 90 pagine che sembrano mettere l’ipoteca anche sull’idea pentastellata del “mini-stadio”. Una delle bocciature più difficili da superare è proprio quella dell’Ente regionale Roma Natura, contrario allo svincolo sull’autostrada Roma-Fiumicino, che andrebbe a inserirsi nella riserva naturale Tenuta dei Massimi, il cui piano di assetto “non consente” la realizzazione dell’intervento. La Città Metropolitana ha poi detto no al prelievo di acqua dalla falda sotterranea e ritenuto affatto superato il problema dei miasmi provenienti dal depuratore. La Soprintendenza è andata ben oltre l’ippodromo, specificando che nella zona vi sono aree archeologiche e valori paesaggistici che l’impianto previsto danneggerebbe, guastando il panorama tra la Valle dei Casali e l’ansa del Tevere di Tor di Valle, senza contare il danno rappresentato dal taglio di oltre 1200 alberi. Oggi intanto, alle 15.30, è previsto un incontro tra la giunta ed Eurnova. I proponenti porteranno il rendering del nuovo progetto e solo a quel punto si capirà se servirà una nuova conferenza dei servizi per poter chiudere la partita. Molto dipenderà anche dal posizionamento dello stadio della Roma. Per rispettare il vincolo sull’ex ippodromo di Tor di Valle, struttura su cui la nuova arena verrebbe costruita, il catino giallorosso potrebbe essere spostato. Insomma, per lo “stadio fatto bene” dei grillini la strada è lunga e tutta in salita.










