
L’ULTIMO PASSAGGIO – Ma ora si cambia. Nella ricostruzione diventa focale il passaggio della riunione di inizio febbraio al Viminale in cui il ministro dell’Interno Minniti raccolse l’input del ministro dello Sport Lotti e chiamò in un vertice con il capo della Polizia Gabrielli anche il Coni e le due società, per definire un piano graduale che arrivasse alla eliminazione dei divisori. Si è passati da una fase in cui i pannelli sono stati abbassati da 2 metri e 20 a 1 metro e 10. E adesso si arriverà a riportare l’Olimpico a prima dell’agosto 2015, quando le barriere non c’erano. Sembrava che si potesse arrivare alla fine di aprile per il completo smantellamento. E invece alla fine il percorso verrà completato in due mesi da quella riunione al Viminale. Il Coni è già stato allertato per predisporre la prossima settimana l’intervento dell’ufficio tecnico.
Ma prima ci vorrà un passaggio burocratico che dovrebbe consumarsi nella giornata odierna: una riunione e un sopralluogo tecnico della Commissione vigilanza spettacoli all’Olimpico, l’organo interforze (Vigili del Fuoco, Comune, Asl, Questura, Prefettura) che determina sulle capienze dei luoghi di spettacolo. E lo stadio è un luogo di spettacolo. Tutto il resto è stato predisposto, a cominciare dalla relazione della Questura che ha corroborato le intenzioni del Viminale con una relazione in cui confermando che la guardia resterà alta, non ha ravvisato ostacoli allo smantellamento delle barriere. Roma supererà l’emergenza del week end per il 60° Anniversario dei trattati europei. E dalla prossima settimana l’Olimpico senza barriere comincerà a prendere forma.










