
DISSENSO – Ma il fronte del M5S non è completamente compatto. La consigliera capitolina Cristina Grancio ha creato un caso. Ha scritto sulla sua pagina Facebook: «Stadio della Roma. Sono stata sospesa dal M5S per aver espresso in commissione perplessità finanziario-giuridiche e sollecitato chiarimenti». Poi ha aggiunto: «Il mio non voto non è contro lo stadio e neppure dissenso politico, il mio non voto è la difesa degli interessi dei cittadini. Ho chiesto in commissione e continuerò a chiedere che si faccia subito chiarezza su alcune questioni. Fin qui è quanto debbo agli elettori nel rispetto del mandato. Invece, al M5S invio due righe di risposta sul provvedimento disciplinare che poggia tutto su verbi condizionali. Agli amici pentastellati che mi sospendono per avere cercato di andare oltre i dubbi dico: “o avete le idee confuse o siete in malafede”». La replica di Ferrara non si è fatta attendere: «Credo che siano cose inesatte ed approssimative. Sicuramente la parola di tutti viene presa in considerazione, figuriamoci quella di una nostra consigliera. Probabilmente non sa quello che dice, se approfondisce vede la bontà di questo progetto. Io credo che il Movimento riuscirà ad arrivare unanime, non credo che ci saranno problemi».
LITE – Non è stata una giornata tranquilla neppure al Municipio IX, dove in aula all’ordine del giorno c’era il voto sullo stadio della Roma. La seduta, secondo le opposizioni, si è chiusa come previsto dalla convocazione alle 15.30 con un nulla di fatto. Ma il presidente del consiglio municipale M5S Marco Cerisola ha preso la decisione di andare avanti: «La richiesta di prolungare il consiglio è arrivata alle 15.25. Abbiamo sentito Marcello De Vito e ha detto che si può andare avanti». La protesta della minoranza è scattata subito e l’aula è stata occupata con cartelloni contro la maggioranza. La seduta è stata sospesa e il consigliere Pd Alessandro Lepidini espulso. L’esito del voto dei consiglieri dell’Eur non è vincolante, ma si tratta comunque di un passaggio obbligatorio prima di portare la delibera in consiglio comunale.










