
Spiega Federica Galloni, l’architetto a capo della direzione Arte e Architettura contemporanee del Mibact: «Il vincolo non si traduce in uno stop allo stadio della Roma – sottolinea – Questa decisione è stata presa dal comitato tecnico consultivo. La relazione del soprintendente Prosperetti dice che la richiesta fatta dagli eredi soddisfa tutti i requisiti contenuti in una circolare per rendere le opere suscettibili dell’applicazione del vincolo del diritto d’autore», ha spiegato ieri la Galloni all’Adnkronos. Significa che quando il progetto dello stadio sarà completo occorrerà avere un parere degli eredi sulla conservazione della pensilina della parte tutelata. «Non cambia niente – dice Galloni – Non è che lo stadio della Roma non si farà, dovrà essere tutelata la pensilina dell’ippodromo. Si stabilirà di concerto con gli eredi, ma non è un’opera che si può demolire».
Ciò che hanno gli eredi è un diritto morale, ma non hanno nessuno potere di veto. «Debbono semplicemente condividere la progettazione – prosegue la dirigente del Ministero – e una volta che hanno verificato che la pensilina è conservata, non hanno nessun diritto di veto, non possono bloccare il progetto». Chi potrà porre invece un veto sulla realizzazione dell’operazione calcistico-immobiliare sono i tecnici di Regione, Comune e governo, riuniti nella conferenza dei servizi. Da valutare, in questo caso, non ci sono vincoli e cavilli, ma l’impatto che avrà sull’area l’«Ecomostro» di negozi, uffici e alberghi che nascerebbe accanto allo stadio. Già dai primi riscontri sono emersi diversi punti critici nei progetti, a partire dalla viabilità che, con l’incognita dei ponti e con risorse limitatissime per i trasporti pubblici, rischia di andare in tilt.









