
Nelle cinque volte in cui Schick è stato schierato da titolare in questa stagione sono arrivati due pareggi (Chievo in trasferta, Sassuolo in casa), una vittoria all’Olimpico (Cagliari) e una sconfitta interna contro il Milan (più la gara di coppa Italia di cui detto): un ruolino di marcia non dei migliori, con la squadra che fatica a identificare come punto di riferimento il centravanti ceco, abituata a muoversi per Dzeko. «A livello fisico è al 100% – ammette Di Francesco – ma anche a livello mentale è cresciuto tantissimo, anche se nella ricerca di quello che vorrei da lui durante le partite manca ancora qualcosina. A volte fa corse in più e non in meno rispetto a quelle che vorrei, significa che ha dedizione nei confronti della squadra. Neanche alla Sampdoria ha fatto tutte le gare con continuità e si sta pian piano adattando a questa squadra e quest’ambiente e ai propri compagni».
Con Schick, ci sarà la conferma di Under – reduce da 6 gol in altrettante partite (Champions compresa) – e, molto probabilmente, El Shaarawy. «È uno di quei calciatori – dice Di Francesco – che ha avuto un periodo un pochino particolare, non dico di buio, ma come l’hanno avuto tanti altri. Si sta allenando con continuità e dovrebbe essere della partita, dall’inizio, ma se la gioca con Perotti». Giocatori in cerca di riscatto e di se stessi, all’interno di un Olimpico che stasera a fatica raggiungerà i 30 mila spettatori. L’attesa è già tutta per lo Shakhtar di martedì prossimo, ma guai a dirlo a Di Francesco, preoccupato dai pensieri Champions dei suoi.










