
L’ANNO GIUSTO – Se la prossima sarà la stagione che porterà a Trigoria un trofeo dopo dieci anni nessuno può dirlo, ma intanto Strootman non ha problemi ad ammettere come Monchi possa diventare, o sia diventato già, una figura molto importante: «Il modo in cui parla, i traguardi che ha raggiunto, i trofei vinti e i giocatori che ha acquistato sono un biglietto da visita di tutto rispetto. Lui – ha aggiunto il centrocampista –, sarebbe potuto andare a lavorare in molti altri club, ma ha deciso di venire qui. Quindi è stata brava anche la Roma a convincerlo. Questo dimostra l’ambizione di tutti. Dimostra che la società vuole migliorare e lo sta facendo e noi sappiamo quanto Monchi voglia vincere».
LA CHAMPIONS – Vincere, vincere, vincere: Strootman lo ripete spesso. Non solo: finalmente l’olandese può tornare a giocare la Champions da protagonista, e infatti il momento peggiore dello scorso anno, per lui, è stato proprio il fallimento contro il Porto: «Quando lavori tutto l’anno – sebbene io non abbia giocato molto nella stagione 2015-16 – per raggiungere il 3° posto e qualificarti in Champions, per poi buttare tutto all’aria in quel modo, con tre cartellini rossi in due partite… È stata una grande delusione uscire ai preliminari, forse la più grande della stagione». Insieme all’eliminazione dall’Europa League. «Abbiamo guardato il video del secondo tempo di Lione moltissime volte, ed è stato incredibile che la partita sia andata in quel modo. Perché nel primo tempo avevamo giocato bene e avremmo potuto essere sopra di due gol. Eravamo 2-1, dopo essere stati in svantaggio. Si è trattato di qualcosa di inaccettabile per noi. Giocare un primo tempo in quel modo e poi farci scappare la partita dalle mani nella ripresa, non eravamo più noi». La Roma poi si è ripresa, pur mancando anche la finale di Coppa Italia, ma questo adesso è acqua passata. Lo ha detto Monchi, lo ha ribadito Strootman.










