
«Nel primo tempo abbiamo fatto una buona gara e non abbiamo concesso nemmeno un tiro. Dopo il secondo gol siamo svaniti. Si cercano alibi su un discorso fisico che non condivido, ci siamo allungati quando prima eravamo compatti. E’ mancata qualità e personalità. C’è un problema mentale. La dimostrazione avuta oggi è questa, ci siamo abbassati troppo in partenza sul primo gol e ci siamo fatti sorprendere. il calcio è fatto di episodi, dobbiamo essere bravi a portarli dalla nostra parte e dobbiamo essere bravi a reagire», le parole di Di Francesco. Quando gli si parla di crisi: «Io mi metto come primo responsabile e non dimostriamo di essere una grande squadra. La colpa me la prendo visto che non riesco a trasmettere certi stimoli. Non possiamo essere contenti, ci aspettavamo un’altra partita. La squadra si è disunita nella ripresa. Abbiamo ancora però la possibilità di arrivare in Champions e superare lo Shakhtar al ritorno». Parole che non basteranno a calmare l’ambiente. A fine partita la Curva ha richiamato di nuovo la squadra sotto il settore (senza ottenere risposta – fatta eccezione per i timidi applausi di Florenzi e De Rossi – per ordine della Prefettura) poi un mare gelato di fischi e il coro «Tifiamo solo la maglia». Non i primi. Nel prepartita Totti era sembrato ottimista: «Quella vista nel secondo tempo contro lo Shakhtar non è la Roma, ma col Milan mi aspetto quella del primo tempo. Certe volte vorrei entrare e giocare».










