
NODO CONTRATTO – Spalletti lo ha definito il portiere-trequartista, per la felicità nelle giocate con i piedi e per le intuizioni nelle scelte in ogni momento della partita. C’è tanto di Szczesny in una Roma che difensivamente ha trovato un assetto – la difesa a tre – che neppure il ritorno di Salah ora riuscirà a modificare. C’è tanto di Spalletti e di Marco Savorani, il preparatore dei portieri giallorosso, nella maturazione definitiva di un ragazzo sul quale all’Arsenal continuano ad avere dubbi. Del domani di Szczesny non v’è certezza, molto dipenderà anche dal futuro di Arsene Wenger a Londra o dalle idee del possibile nuovo allenatore. Di certo c’è il forte legame con Spalletti – del quale disse un giorno «ho imparato più da lui che in 10 anni di Inghilterra» –, ma anche un elemento che non è possibile ignorare circa il suo futuro: il contratto del polacco con l’Arsenal è in scadenza nel 2018, questo significa che la prossima estate in ogni caso una decisione andrà presa, con una gamma che varia dal rinnovo con i Gunners alla cessione. Se la Roma avrà la forza di intavolare una trattativa, il nodo contrattuale sarà quello intorno a cui forzare la mano. Altrimenti sarà stato bello, almeno per la Roma. E sarà bello per chi metterà le mani su Szczesny: estimatori (anche italiani) in giro non mancano, in passato a più riprese si è parlato di un sondaggio persino del Napoli.
OSSESSIONATO – Oggi il Napoli è solo un rivale d’alta classifica, avversario nella ricerca dell’«ossessione della vittoria» che Spalletti ha ben messo in testa a Szczesny: martedì, mentre i compagni esultavano per il gol del 4-0 alla Fiorentina, lui li incitava a mantenere alta la concentrazione. C’era un clean sheet da difendere, il messaggio dell’Uefa era ancora solo nelle bozze.









