
A questo punto diventa sempre più importante il ruolo «attivo» che Mahrez potrebbe tenere con la dirigenza del Leicester. La sua volontà di cambiare aria è chiara, ma il contratto che lo lega al club ha una data ben precisa: 30 giugno 2020. Il capitano del Leicester, Wes Morgan, è intervenuto sull’argomento del giorno: «È normale che grandi club siano interessati ai nostri giocatori, ma alla fine quello che conta è che Mahrez sia ancora un giocatore del Leicester. Ci alleniamo tutti insieme e il suo atteggiamento, finora, è stato grandioso: non ha mai mostrato rabbia, agitazione o di non esserci con la testa. Viene e si allena duramente. Kante è andato via, ma non c’è stato alcun risentimento nei suoi confronti. Tutti noi vorremmo che Riyad restasse qui, ma nessuno può sapere cosa succederà». Monchi continua a lavorare su un piano B, anche se Mahrez resta il primo obiettivo. Sempre validi i nomi di Cuadrado e Berardi, dalla Spagna parlano di una discussione tra il d.s. e il manager del madridista Lucas Vazquez, quasi impossibile per i costi la strada che porta a Juan Mata. Resta aperto anche il discorso sul difensore centrale, ma la priorità pare appunto l’esterno offensivo.
Dal mercato alla cronaca nera. Il ritorno di Morgan De Sanctis a Trigoria, come team manager, ha scatenato i leoni da murales. Sono comparsi infatti degli insulti contro l’ex portiere. Le intimidazioni si riferiscono a una vicenda ben precisa: 19 marzo 2015, stadio Olimpico, sconfitta contro la Fiorentina negli ottavi di Europa League. Gli ultrà costrinsero Totti, De Rossi e De Sanctis, ad andare sotto la curva: volarono accendini (uno colpì Pjanic), aste di bandiere, monete, sputi e minacce. La Digos aprì un’inchiesta e De Sanctis non si nascose: «Mi hanno gridato più volte napoletano di m… e mercenario… Io mi sono sentito ovviamente intimorito», disse a verbale










