
NO ALLE CRIMINALIZZAZIONI – Per la guida del settore giovanile della Figc «il bullismo va contrastato in ogni forma, ma non è possibile criminalizzare un bimbo e la sua famiglia». «Non avrei mai voluto leggere una notizia di questo tipo – sottolinea ancora – ma ora bisogna intervenire per non lasciarlo solo a se stesso. In fondo recuperiamo persone condannate a 10 anni di carcere, non possiamo certo pensare di abbandonare un piccolo calciatore». Da qui la proposta di reinserire il baby-bullo tramite l’aiuto di un team di psicologi del centro federale Figc e di organizzare una serie di incontri con i genitori e la società: «Non subito, più avanti, quando saranno tutti pronti».
PER LA DISABILITÀ – La Totti Soccer School, da sempre impegnata nell’inserimento anche delle persone diversamente abili con un progetto dedicato (voluto fortemente dallo stesso Francesco Totti, che della scuola è presidente onorario), spiegherà alla Figc quali sono le motivazioni che hanno portato all’esclusione del calciatore aggressivo dalla loro struttura. Sembra, infatti, che il pulcino non fosse nuovo ad episodi del genere, tanto da essere stato attenzionato da diversi allenatori, che ne avevano segnalato il carattere difficile: in passato sarebbe già stato protagonista di alcune liti, anche accese, con i suoi coetanei. «Siamo anche disponibili a farci carico di questo bimbo – aggiunge il presidente Figc – e a farlo transitare attraverso il nostro Centro federale, recentemente aperto». Quel che è certo, è che il reinserimento nella struttura di Ostia Antica non sarà facile: il piccolo vittima dell’aggressione è rimasto fortemente traumatizzato e i genitori del baby-bullo non avrebbero ancora ammesso le responsabilità del figlio, arrivando a parlare di un «comportamento eccessivo» da parte del Centro.










