
L’UEFA Il mondo del calcio è sotto choc, l’Uefa condanna l’atto «vile» e annuncia «provvedimenti severissimi» nei confronti del Club capitolino, ma il 2 maggio la partita all’Olimpico non sarà a porte chiuse. Piuttosto la Roma rischia di essere punita con una squalifica nella prossima stagione. A Nyon, sede dell’Uefa, si preparano all’apertura dell’indagine, i delegati che erano presenti ad Anfield stanno raccogliendo dettagli e testimonianze. Il pool avrà sette giorni al massimo per fare partire l’inchiesta. Da Londra, il presidente James Pallotta ha subito preso le distanze dai violenti condannando «fermamente il ripugnante comportamento di una sparuta minoranza di tifosi (…) che ha portato disonore al Club». La tensione, intanto, in vista della gara di ritorno nella Capitale è altissima. Gli oltranzisti giallorossi, “Roma”, “Boys”, “Romanismo”, “Nord alta” martedì avevano già disertato il meeting point predisposto a Liverpool, erano però stati rintracciati ad Albert Dock, il quartiere del porto, pieno di pub e locali. Anche la tifoseria non a rischio era arrivata nella stessa zona a bordo di pullman. Ed è stato necessario l’intervento della polizia, sia perché qualche scontro stava già andando in scena, sia perché circa 200, della tifoseria violenta, avevano deciso di raggiungere in corteo Anfield e non utilizzare i mezzi come previsto.
I FEDAYN I Fedayn, partiti in treno da Manchester, sono arrivati a Liverpool, poi, senza alcun controllo, hanno marciato per tre chilometri fino allo stadio di Anfield. Anzi fino all’ingresso del settore della “kop”, riservato agli ultrà Reds. È a questo punto che si scatena l’inferno. Cox sarebbe stato aggredito con una cinghia poi rimasta a terra. La polizia blocca circa 40 persone. Sono Fedayn, identificati e ripresi. E poi ammessi all’interno dello stadio. Entro il primo tempo le immagini degli scontri vengono esaminate, Sciusco, che aveva il volto scoperto, viene identificato subito dalla polizia italiana e raggiunto dentro lo stadio. Lombardi viene rintracciato poco dopo, lo riconoscono dalle scarpe e dal giubbotto. Sono accusati del tentato omicidio. Un tifoso, probabilmente inglese, viene ripreso con un martello in mano, le immagini fanno il giro del web. A Roma prima di entrare allo stadio i Fedayn si limitano ad esporre il loro striscione a piazza Mancini, ma è in trasferta che si sono distinti: scontri a Lione, a Londra e in Spagna. La loro militanza ultrà, Sciusco e Lombardi la rivendicano anche su Facebook (i profili riempiti di insulti, sono stati cancellati).Scrive Daniele, impiegato di Tor Marancia: «È nel sorriso di ogni diffidato l’odio per i servi dello Stato», gli fa eco Filippo, ex liceale dello scientifico “Teresa Gullotta”, studente di Cinecittà, ex portiere del Tor Tre Teste calcio, «un carabiniere ferito vale più delle teste rotte a donne e anziani…mai dalla parte di chi indossa la divisa».










