
Toni, come finisce sabato? «Sarà una gara ricca di gol, molto dipenderà dalla Roma. I giallorossi mancano di continuità, ma in una partita secca se la possono giocare. Serviranno rabbia e occhi di tigre, altrimenti la Juve è più forte».
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Per Ronaldo 11 gol in 16 gare di campionato. Le 36 reti di Higuain sono in cassaforte? «Dipende, Cristiano è capace di tutto. Dipenderà dalla Champions e dalla salute, non dovrebbe prendersi neanche un raffreddore. Ma è quello che calcia in porta più di tutti».
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Dall’altra parte, invece, ancora non è certo il ritorno di Dzeko. Dovesse mancare ancora lei rilancerebbe Schick? «Per me Dzeko è forte, uno di quelli che i gol li fa sempre. Schick, invece, per me non è un centravanti, ma più una seconda punta. Da lui è sbagliato aspettarsi dai 20 gol in su. Il prestito? A volte cambiare ambiente fa anche bene».
Di Francesco è in bilico. Lei ci punterebbe ancora? «Difficile dirlo da fuori, di certo conosce bene l’ambiente. Non capisco però l’alternanza di prestazioni. In campionato è una Roma troppo brutta. Va bene la Champions, ma per rifarla devi arrivare tre le prime 4».
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Ranieri, Delneri e Conte, i suoi allenatori con Roma e Juve. «Ranieri per me è molto bravo nella gestione dei giocatori. Alla Roma feci bene, purtroppo i dirigenti fecero altre scelte, preferendo giocatori che poi non si rivelarono così bravi. Con Conte ho giocato poco, voleva ringiovanire. Ma è bravo, maniaco della tattica. Delneri invece lasciamo stare. Diciamo che sono stati sei mesi veloci».
Senza lei, Totti e Di Natale il calcio italiano ha perso quasi mille gol. Chi li compenserà? «Noi eravamo una generazione che parlava con i gol e non su Instagram. Difficile dirlo ora. Ci sono Immobile, Insigne, ancora Quagliarella. Ma andare oltre i cento ora è dura…».










